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32° Capitolo della Provincia Romana - Comunicato del 4 giugno

COMUNICATO DEL 4 GIUGNO

La giornata è iniziata con la S. Messa e le lodi celebrate secondo l’intenzione odierna: per le Vocazioni e la loro formazione.
Il primo momento assembleare è stato dedicato alla votazione della programmazione, preparata dalla Commissione e poi discussa e in alcuni casi rielaborata nei 4 gruppi di lavoro.
Poiché la votazione è stata abbastanza veloce, ci siamo suddivisi in gruppi geografici (uno per l’India, uno per gli USA, due per l’Italia) in modo da integrare, qualora ve ne fosse bisogno, i vari settori della programmazione con iniziative e strumenti dal sapore più “locale”.
Tali iniziative vengono poi presentate in assemblea ed approvate.

Nel pomeriggio ha inizio la fase di elezione con la consegna da parte di tutti i superiori delle buste contenenti i verbali e le schede con i voti per il nuovo governo provinciale.
Tali buste vengono aperte dagli scrutatori, si contano i voti e dopo la verifica formale della correttezza numerica si procede allo scrutinio dei voti, al termine del quale il P. Generale proclama i candidati a provinciale e consiglieri provinciali.

Dopo una pausa ci ritroviamo in cappella per una celebrazione penitenziale e l’esposizione eucaristica. Il P. Giovannino Tolu propone ai padri capitolari una riflessione basata su tre temi biblici: la trasfigurazione, il profumo di Maria che unge con esso i piedi a Gesù, le mani alzate di Mosè.
Il grido di gioia di Pietro nella trasfigurazione è il nostro stesso grido: è bello per noi stare qui! Vogliamo gridare al mondo che non conosciamo altra gioia che di condividere la tenda dove dimora Gesù, più splendente del sole.
Maria a Betania ama senza calcolare e valutare. Per molti la vita consacrata è uno spreco e i religiosi sprecano la vita. Ma noi scegliamo di sprecarla solo per Gesù. E per gli schiavi. E’ solo con la carità verso gli schiavi, gli oppressi, i carcerati, gli ultimi della società che si può avvertire il profumo dell’amore di Dio.
Mosè sul monte viene sostenuto nel gesto di tenere le mani alzate.
E’ il mistero, la forza delle mani alzate.
Chi prega è come colui che ha le mani sul timone della storia.
Senza preghiera si va fuori strada, non si arriva alla meta.




Da efisio, Venerdì, 05 Giugno 2015 08:06, Commenti(0)
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