Ultimo Urlo - Inviato da: efisio - Sabato, 30 Mag 2015 08:52
Foto del Capitolo della Provincia Romana dei Padri Mercedari - 2015 (cliccare qui)
AttivitÓ

Sono trascorsi quasi otto secoli dalla fondazione dell'Ordine di Santa Maria della Mercede, un Ordine di antica data ma a tutt'oggi di una sorprendente attualità.
Infatti pur essendo stata abolita ufficialmente nel secolo XIX la schiavitù, "sorgono oggi nella società umana nuove forme di schiavitù sociale, politica e psicologica, derivanti in ultima analisi dal peccato e che risultano per la fede dei cristiani così perniciose come l'oppressione e la schiavitù di altri tempi. Perciò il nostro Ordine si impegna a testimoniare lo stesso "lieto annunzio" di amore e di redenzione che ha presentato fin dall'inizio della sua storia" ( Costituzioni, n. 3).

"La vostra storia, così piena di santità e di eroismi non si è fermata...continua il suo corso, perché la sua traiettoria è di carità e questa appartiene all'essenza della Chiesa, benché le forme di applicazioni cambino secondo i segni dei tempi" ( Paolo VI ai Mercedari del Capitolo Generale del 1968).

"Nella presente felice circostanza mi è grato incoraggiarvi nel vostro impegno di attuare gli ideali ed i propositi del vostro fondatore nel contesto storico contemporaneo, così diverso, per tanti aspetti, da quello del suo tempo ma sempre bisognoso di essere orientato verso i medesimi valori fondamentali di giustizia, di misericordia, di liberazione, di riconciliazione, di pace. Vorrei in particolare esortarvi a mantenere, incrementare, propagare l'intensa devozione propria delle vostre origini nei confronti della santissima Madre di Dio, la Vergine Maria, che tanto esemplarmente ha partecipato all'opera redentrice del suo divino Figlio: solo così il vostro Ordine potrà custodire integro e inalterato quello spirito evangelico, quell'anelito profondo di redenzione e liberazione dell'uomo, che sempre l'ha caratterizzato: liberazione dell'uomo da ogni miseria, schiavitù ed oppressione, a cominciare da quella del peccato" (Giovanni Paolo II).

Oggi, come nel passato, i Mercedari si dedicano a difendere e a salvaguardare l'integrità della fede nei propri fratelli e ad essere solidali con l'uomo bisognoso perché viva la sua vera dignità umana, libero da ogni schiavitù ed oppressione, seguendo le orme del loro fondatore San Pietro Nolasco. In tal modo essi vogliono essere membri vivi della Chiesa per contribuire, nel limite delle loro possibilità, alla edificazione del Corpo di Cristo nella vita vissuta, secondo quella fede accompagnata dalle opere che solamente può redimere l'uomo e renderlo degno figlio di Dio.

Attualmente l'Ordine opera in quei settori della vita che evidenziano nuove forme di schiavitù materiale, economica, sociale, morale e psicologica. Svolge perciò queste attività: 
- nella pastorale penitenziaria, con iniziative di prevenzione o di azione sostitutiva al carcere e di aiuto post-carcerario; 
- nel servizio ai rifugiati, ai bambini e ai giovani emarginati, ai perseguitati, specialmente a causa della loro fede; 
- nella evangelizzazione missionaria con l'intento di realizzare la desiderata liberazione dalle nuove forme di schiavitù che si manifestano in diversi modi nel mondo; 
- nella cura pastorale delle parrocchie, specialmente nelle zone di maggiore emarginazione o privilegiando sempre le fasce di persone più vicine al suo carisma.

 

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